Come risaputo io, tendenzialmente, me ne sto chiusa in casa e me la prendo con cose che suppongo esistano, ché - voglio dire - non è che qui stiamo facendo "informazione" o peggio ancora "informazione dal basso", né sono convinta come Toni Negri che per il semplice fatto di usare un computer la gente ogni mattina si sveglia un po' più comunista di com'era andata a letto (questo mi è sembrato, in sostanza, di evincere della sua tesi, dall'aver sfogliato un libriccino un annetto orè, che è il singolare di orsono - non il monumentale Impero, per carità), insomma più che altro mi lamento, sapete, e lo farei molto più volentieri su una sedia di paglia fuori dall'uscio pulendo fagiolini con un grembiule a fiori, ma il fatto è che non usa più, che fuori c'è traffico, e che detesto i fagiolini, oltre naturalmente al dato non indifferente che parlare con persone fisiche mi crea lievi scompensi quando sono in questa fase qui, sapete, questa fase qui, questa, quella che si riconosce dal fatto che non ce n'è un'altra.
Una cosa di cui mi lamento spesso è questa moda di essere sé stessi, come se fosse questa gran cosa da essere, tanto per cominciare.
Oggi mi dicevo che io nella vita vorrei avere una teoria, poi mi dicevo anche che per avere una teoria dovrei prima studiare e insomma è una fatica, essì, e magari era meglio duemila anni fa che per aver studiato bisognava aver studiato un po' meno, ma per fortuna la gente da qualche anno ha smesso di scrivere cose sensate e allora forse faccio in tempo a recuperare, se mi ci metto, chissà.
Poi dicevo, vedi, è tipico di un ossessivo voler avere una teoria, come se le cose dovessero coincidere con altre cose e uno non si potesse muovere prima di averle fatte coincidere, che è esattamente la stessa cosa di uno che non può andare a dormire se non ha disposto in perfetta simmetria tutti gli oggetti sul tavolo, in ultima analisi è patologico, ma in ultima analisi è anche la sostanza dell'essere umano, che è la forma del pensiero astratto, che è il mito, anche detto filosofia, ovvero la coerentizzazione del, beh, delle cose che stanno lì a casaccio, e alllora dai non sono da curare, sono normale. Sempre in ultima analisi, s'intende.
Senonché dal profondo della mia psiche è arrivata l'obiezione che detesto ma ormai l'ho assimilata perché la vedo in televisione, di solito, ché la gente vera penso sia meno cretina, e l'obiezione come da me anticipato con un magistrale foreshadowing era per l'appunto, Ma perché invece di voler essere qualcosa che ti etichetti, non sei te stessa e non la smetti di menarla tanto? Io voglio essere me stessa!
Al che mi sono risposta: Brava cogliona, te e tutti quelli come te, che riuscite ad affiancare un compiaciuto, sconsiderato disconoscimento della vostra umanità con una megalomane e grottesca bestemmia, saldandoli in una tautologia demenziale, autistica e nichilista. Andate a cagare.
Al che mi sono risposta di nuovo che, autistica e nichilista per autistica e nichilista, tanto valeva darla un po' in giro.
Palla al centro, per ora.