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giovedì, 23 ottobre 2008

Buongiorno.

Pare che nel momento in cui io decido di fare sul serio all'università, quegli altri decidono di darle il colpo di grazia. Sono sfigata, proprio.

E voi siete più sfigati di me perché adesso sento l'impellente necessità di riversare qui sul blog un po' di lagne che suoneranno inevitabilmente, beh, studentesche.
Tipo chiacchiere da centro sociale e da manifestazione con i Punkreas in sottofondo.
D'altronde quando il mondo richiede la parte peggiore di te, è segno che fa cagare (non era proprio così, ma ci assomigliava).

Partiamo dalla Gelmini, che non c'entra assolutamente nulla con l'omonimo disegno di legge, epperò.

La Gelmini è una che, in mancanza di qualsiasi pur labile indizio di credibilità, porta avanti la seguente duplice strategia: uno, negare tutto, soprattutto l'evidenza, fingendo che il fulcro del dibattito sia il grembiule o il maestro unico; due, indossare gli occhialini e applicarsi ad apparire come una che abbia un manico di scopa nel culo, le ultime due cose essendo forse a parer suo indizi d'uno spirito intellettualeggiante.

La parte uno è quella che mi dà più fastidio, devo dire.
Sono giorni, quasi settimane, che in tivù e nei giornali costei ripete: non capisco le proteste nelle università, la mia riforma non le tocca nemmeno, gli studenti sono male informati, è tutto un equivoco, quello contro cui protestano semplicemente non esiste.
Oggi sul Corriere Online è andata oltre, si è superata, diceva: Non è vero che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna o delle piccole isole.
Buffa davvero, questa frase. Come dire, -Tu hai ucciso tua madre, -Non è vero che le ho cavato gli occhi e li ho infilzati su due lunghi stecchini per decorarci la mia caipirinha, non è vero che di notte mi trasformo in pipistrello e volo, non è vero che ho rapinato una banca.
Sticazzi, scusa.

E' che della legge-funerale (ho trovato molto azzeccati gli inscenamenti del suddetto, io) sull'università non ne parlano, se non quelli che protestano.
Ma è che non possono.
Nel senso, è una di quelle cose che anche con tutta la buona volontà del mondo, una volta che la gente sa di cosa si tratta, non puoi più di tanto intortartela raccontandole di fantasiosi lati positivi.
Con tutta la fantasia possibile, quando fai un disegno di legge che prevede la scomparsa nel nulla di tutto l'esistente entro cinque anni, tipo buco nero del Large Hadron Collider, ci sta poco da discutere: chi è che sarebbe a favore, voglio sapere?

Infatti succedono cose buffe, tipo, mi raccontava un mio amico, che il dipartimento meno politicizzato della facoltà meno politicizzata della sua università indice una assemblea e ci vanno i quattro quinti degli iscritti.
Gli altri o non lo sapevano, o stavano fuori città, o stavano male, oppure si laureavano entro due mesi e chi s'è visto s'è visto io vado in America. Per forza.

E la Gelmini dice: discutiamo dei fatti, ma chissà cosa intende, appunto.

Intanto Berlusconi, che qualche volta mi viene da pensare sia non solo sostanzialmente poco diverso dalla cosiddetta opposizione, non solo ovviamente parte dello stesso sistema cui fa capo anche la cosiddetta opposizione, no, ma proprio, all'interno anche delle loro meschine logiche di potere, pagato proprio dalla cosiddetta opposizione: Berlusconi dicevo dice che manda la polizia nelle scuole.

Al che la gente s'incazza di più, ovviamente, e Berlusconi fa marcia indietro, perché deve solo fare la parte del cattivo, mica scatenare una rivolta per davvero.

Che poi m'è venuta quest'idea dietrologica, a me, che di solito non mi vengono.

Ovvero: da un po' vado dicendo che tra una quindicina d'anni scoppia un casino, in Italia. Forse lo pensano anche loro, sai mai. Magari pure prima, scoppia. E dicono: soldi ne abbiamo pochi: dove tagliamo? Ma è chiaro: distruggiamo completamente l'università pubblica, che non solo non ci piace di suo, ma durante i disordini gli studenti sono particolarmente rompipalle, ci vuole che cominciamo a stroncarli da subito.

Chissà.

La Russa intanto dichiara: Speriamo che i giovani non vogliano nemmeno mettersi nella condizione di essere al centro di episodi di violenza per motivi ideologici: ci siamo già passati e credo che all'Italia sia bastato.

A parte che la sopravvivenza dell'università pubblica dovrebbe essere molto poco ideologica, persino nel senso in cui l'intendono loro, che è abbastanza ampio.

Ma poi.

Mi fa sinceramente specie che la violenza per motivi politici sia considerata più meschina e deplorevole di quella priva di motivi politici.
Sembra una cosa del tipo: non è alla moda, suvvia, è così antiquata, fuori luogo, sa di polverosa metafisica, questa storia della violenza con un motivo serio.
Una cosa è la violenza allegra, spensierata, evenemenziale, bella limpida e colorata. Fatta senza motivo, così. Che non presuppone comprensione, che non ne chiede. Che si agisce e si contempla un attimo e stop.
Ma la violenza politica, che si trascina dietro foss'anche un grammo di analisi e riflessioni, santo cielo, no, che cosa pesante, noiosa, molesta: ma chi ve lo fa fare, davvero? (ma chi ce lo farebbe fare?)
postato da: piccolacellula alle ore 17:39 | link | commenti (15)
categorie: bertinotti e il senso della vita

Commenti
#1    24 Ottobre 2008 - 04:02
 
Invidiabile chiarezza come sempre.

Se tra un po' non ci sarà più un'apposita categoria pagata per insegnare, posso fare il prof anch'io a titolo gratuito e metterti dieci? (visto che la Gelmini rimette i numeri, oltre ai grembiuli).

Miguel Martinez
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#2    24 Ottobre 2008 - 13:41
 
In effetti, chi ce lo farebbe fare? Un grammo di analisi basterebbe a capire che sarebbe la cosa in assoluto più stupida possibile.

Tutti ad accusare preventivamente di violenza politica un movimento CONTRO IL QUALE lo Stato rivendica il diritto ad usare la forza.
Fa un bel po' Newspeak.

Comunque, sempre un piacere rileggerti.
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#3    24 Ottobre 2008 - 14:13
 
Nello specifico sono piuttosto d'accordo, col corollario però che circa qualsiasi cosa si faccia è la più stupida da fare...

Erika
utente anonimo

#4    24 Ottobre 2008 - 14:34
 
Bhe, insomma, ni. Esistono cose neutre e cose controproducenti. Manifestare contro qualcosa che non ci piace, è neutro. Intendo dire che, nello specifico non è realistico aspettarsi che ciò sortisca qualche esito positivo, ma male difficilmente potrà farne.
Ricorrere alla violenza politica, se anche lo si giudicasse moralmente legittimo (e io NON lo considero moralmente legittimo, nel caso in questione) sarebbe espressamente controproducente, nel senso che avrebbe ottime probabilità di PEGGIORARE la situazione.
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#5    24 Ottobre 2008 - 15:03
 
Fal,
ne consegue che non fare nulla è l'atteggiamento più razionale. A occhio non mi piace come conclusione, ma è quel che sto facendo, in effetti. :P

Mig.,
temo che ci sarà, pagata pure troppo, e si chiamerà qualcosa tipo Counselors For Personal And Enterprise Development, or something :D

Erika
utente anonimo

#6    24 Ottobre 2008 - 16:42
 
Uhm, come conclusione non piace nemmeno a me.
In realtà, segnalare la propria contrarietà ad un provvedimento, anche se non lo si può impedire, a qualcosa serve, almeno a livello personale. Credo.
(Non è vero che non stai facendo nulla. Ne scrivi blog, quantomeno, che non serve comunque a molto, però lo fai, e lo faccio anche io).
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#7    25 Ottobre 2008 - 13:44
 
Ciao Erika. Sono molto contenta che tu sia tornata a scrivere sul blog e nei commenti.
Per quanto riguarda l'università: ti prego, fai sul serio. Non vorrai mica arrivare a quasi trent' anni, come me, in una fossa biologica di una facoltà che non ti dà più stimoli né motivi per continuare?
Studia per te sola. Io non ci sono ancora arrivata, a studiare per me sola. Per me, l'obiettivo è l'autonomia economica, morale, e la "rincorsa" se così si può dire all' uomo che amo, che è più giovane di me, vince dottorati e mi dà ogni giorno forza. Ma non posso appoggiarmi eternamente su di lui, che pure ha spalle forti e una bella pazienza. Devo rialzarmi e tornare ad essere la studiosa che un tempo, quando avevo più o meno la tua età, promettevo di diventare.
Coraggio, impegnati. E al diavolo le leggi 133/08 e i tentativi di smantellamento della cultura. Finché ci saranno, dentro le università italiane, studenti, dottorandi e docenti che fanno cultura,trasmettono cultura, SONO essi stessi cultura, ci sarà speranza.
Un caro, fortissimo abbraccio.

Roberta
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#8    29 Ottobre 2008 - 11:10
 
bene, si tornata!
e io sono in partenza.
ma torno appena mi aggiusto dall'altra parte :-)

solo una testimonianza, per dire.

nella classe di prima media del mio grandone ho cercato di convincere i genitori a non mandare domani i figli a scuola (i professori krumiri, lavorano...).

adesioni? sei su 26

l'italia della neonborghesia è proprio stuprenda e merdavigliosa!
e si merita il governo e i ministri che ha
a presto :-)
silviu'
utente anonimo

#9    30 Ottobre 2008 - 10:05
 
Roseau tesoro,

non sarò mai una studiosa al contrario di voi, ma apprezzo moltissimo il commento, grazie :)

silviu' :D
però gli è che quelli lì son quelli convinti che qui si parli solo di grembiuli e voti da uno a dieci (che peraltro sarebbero pure cose fatte bene), come la tivvù spudoratamente sostiene: in università son parecchio più incacchiati.

Erika
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#10    01 Novembre 2008 - 02:19
 
Poi però mi rendo conto che la violenza politica la considero quasi sempre legittima, il che un po' mi preoccupa, dopodiché mi viene in mente che la considero anche quasi sempre inutile, il che un po' mi deprime, e infine mi vien fatto di pensare che i motivi per cui la considero l'una e poi l'altra cosa tendono a convergere.
Dovrò trarne delle conclusioni, prima o poi.

Intanto sappiate che a Carnevale voglio vestirmi da Maria Antonietta. Peccato non esista un granché di carnevale per le strade dalle mie parti. A Nizza se eri mascherato passavi oltre le transenne, gratis.

Erika

ah e poi giurosuddio che quando ho scritto quel fatto sui Counselors etc volevo aggiungere che non avrebbero dispensato voti ma Incentivi e Disincentivi per Promuovere il Merito e il giorno dopo bankitalia ha fatto dichiarazioni strane.
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#11    01 Novembre 2008 - 03:03
 
Dei link ancora me ne mancano da rimettere eh.

Claudio non ti stranire se sei tra il Campo Antimperialista e le Comunità Proletarie Resistenti.

E' l'ordine alfabetico, sai.

Comunque mi viene in mente un tuo vecchio post: noi ai valori non negoziabili ci siamo già arrivati, e pure alle minoranze creative: per cui.

Erika
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#12    04 Novembre 2008 - 14:17
 
Scrivi più spesso! ;-)
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#13    07 Novembre 2008 - 07:17
 
concordo con l'ultimo commento,
successo qualcosa mentre ero via?
(a parte le pagliacciate USA)
baci
silviu'
utente anonimo

#14    09 Novembre 2008 - 12:53
 
Ma sei tornata!
Che bello, e che bel post.
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#15    19 Novembre 2008 - 11:11
 
Io tra Miguel e Upu mi sento come un pisello nel suo bacello ;)
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