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domenica, 11 gennaio 2009

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Sapete che a me, a tempo perso, piace tradurre. Oddio, tradurre. Traducicchiare, diciamo.
Di solito mi limito al francese e all'inglese.
Che sono una cosa abbastanza facile.
Oggi ho deciso che mi dedico a qualcosa di più impegnativo.
Traduco dalla lingua in cui quotidianamente vengono scritti gli editoriali del Corriere della Sera, variamente definita dalla comunità accademica (seh) come hasbarino, o propagandese sdolcinato - che non è il buon vecchio propagandese spezziamoglilereni, che uno al massimo lo riconosceva subito e bon, no, è una sua degenerazione, o meglio una sua copertura, per niente maschia, e neanche un po' italica.
E' ancora peggio, volendo.
Ché a me, questa cosa che i cattivi abbiano imparato a usare il lessico e la retorica che inizialmente erano dei buoni per continuare a fare i cattivi, mi dà parecchio fastidio.
E' che uno si confonde.
Per cui mi propongo, dicevo, di tradurre l'editoriale di Antonio Ferrari del 9 gennaio verso una lingua più comprensibile, per mia chiarezza mentale.
Sorvolo su Ernesto Galli della Loggia che oggi rimprovera al Vaticano la sua politica estera di sessant'anni fa autoproclamandosi portavoce nientemeno che delle ragioni supreme della storia cui è necessario inchinarsi. (sticazzi.)

Vado, con testo originale a fronte:

La svolta di Fatah

di Antonio Ferrari

E' un silenzio assordante e significativo.

Un silenzio forse strano, certamente inatteso, quello della Cisgiordania dei palestinesi moderati, che desiderano laicamente un'esistenza più dignitosa. Non perché a Ramallah, a Nablus o a Betlemme il cuore non sanguini per le immagini dei civili uccisi e dei feriti, ostaggi di Hamas e bombardati da Israele. Ma perché la gente, nella Cisgiordania che vuol vivere in pace, ha capito che l'unica alternativa è accettare realisticamente l'inevitabile compromesso necessario per risolvere un conflitto tra due diritti: quello di Israele ad essere riconosciuto entro frontiere sicure, senza missili che cadano sulla sua testa, e quello dei palestinesi ad avere il loro Stato.

Diciamolo subito. E' un mutamento antropologico e, insieme, intriso di buon senso. Che va oltre le ambizioni del presidente dell'Anp Abu Mazen, fiero sostenitore del dialogo; e che va ben oltre il risentimento del laico Fatah nei confronti del fratello integralista, che non ha esitato ad agire con feroce violenza per neutralizzarlo. E' un mutamento che coinvolge il diffuso sentire di un popolo più maturo, consapevole dei rapporti di forza, degli equilibri internazionali, del desiderio di poter vivere senza essere vittima dell'appartenenza islamica, della coercizione, della paura e del fanatismo.

E' stato indubbiamente un grave errore puntare sulle ultime elezioni politiche, nella speranza che gli uomini del Fatah potessero vincerle. Vien da sorridere per le paradossali ingenuità dei palestinesi laici, che in molte circoscrizioni presentarono tre candidati contro quello solitario di Hamas, pur sapendo che uno soltanto sarebbe stato eletto. Era sincero Abu Mazen quando diceva amaramente, anche a noi, che con un po' più di scaltrezza, il risultato sarebbe stato diverso. Verissimo, perché la maggioranza dei palestinesi, che tanto hanno imparato dalla democrazia israeliana, mai si sarebbero piegati alle regole dei bacchettoni estremisti di Hamas, pronti a sacrificare tutto, per conto proprio o per conto terzi, all'appartenenza religiosa e a strategie che non erano nell'interesse del loro popolo.

Se si vuole, è questa la novità più dirompente che affiora dalle macerie di Gaza, e che Abu Mazen, pur costretto a ricorrere in pubblico a formule verbali ambigue, ha saputo cogliere. Nel suo pensiero moderato e profondamente laico ormai si identificano gli arabi palestinesi della Cisgiordania, che hanno imparato sulla propria pelle le lezioni della storia. Penso agli impiegati, ai commercianti, agli artigiani che, in un conflitto così delicato e particolare, non hanno mai rinunciato a cercare un accordo con quello che una sterile e pericolosa propaganda descrive come il nemico.

Se così non fosse, la Cisgiordania sarebbe in fiamme, pronta a sostenere le pulsioni e le sfide di una «terza intifada», probabilmente suicida ben più della «seconda». Cioè la seconda intifada condotta dall'ormai logoro Arafat. Ma non è soltanto dal mondo palestinese che giunge la novità. L'onda del realismo si allunga all'Egitto di Mubarak, stanco di Hamas dopo aver cercato ostinatamente di convincerlo alla ragionevolezza, e timoroso che il contagio possa riaccendere la rivolta della Jama'a Islamiya, l'ala più estrema del fanatismo egiziano. E si allunga anche alla Giordania del saggio re Abdallah, che, pur guidando un popolo che per la sua maggioranza è di origine palestinese, non ha mai ascoltato le sirene del furore islamico. Ecco perché, dalle ceneri di una guerra onestamente inevitabile, può scaturire davvero una nuova speranza.

09 gennaio 2009

Fatah sta dalla nostra (come al solito)

di Antonio Ferrari

traduzione a cura di questo blog

Quasi non ci speravo, che stessero messi così male. Guarda, pensavo sinceramente che si sarebbero incazzati un po' di più, i golpisti per conto terzi (cioè nostro) della Cisgiordania (la popolazione veramente ci ha provato, a manifestare, ma la polizia di Abu Mazen gli ha sparato contro. Questo però non lo dico). Cioè, sicuramente in privato rosicano parecchio, che gli stiamo facendo fuori tanti connazionali e parenti, però se ne stanno buoni. Questo è perché si cagano addosso, quei selvaggi innocui e un po' vigliacchi. Hanno capito che contro di noi non hanno speranze, e che devono accettare la logica conseguenza dell'ordine delle cose: Israele dev'essere uno stato potente e armatissimo, con frontiere sicure (ma non certe, perché non vi dico quali debbano essere: indovinate!), e loro devono vivere come gli indiani nelle riserve. Peccato solo che la loro stupida religione non gli permetta di bere alcol, altrimenti li finivamo col whisky come a quegli altri.

Diciamolo subito: è una nostra vittoria schiacciante. Non è solo che Abu Mazen è ormai un aperto collaborazionista, e nemmeno che ce l'hanno con Hamas perché a Gaza il golpe non gli è riuscito. E' proprio che hanno capito, finalmente, che loro sono deboli e noi siamo più forti e possiamo schiacciarli quando ci pare, e che è quindi inutile perder tempo con le loro tradizionali stronzate tipo la resistenza e l'Islam.

Certo, se avessimo saputo che Hamas avrebbe vinto le politiche, col cazzo che gliele lasciavamo tenere. Ma il fatto è che i palestinesi addomesticabili, per quanto non siano esaltati e cannibali, sono pur sempre selvaggi, che --nonostante il rifulgente esempio israeliano-- della democrazia occidentale ci hanno capito poco: e così si sono messi a presentare diciotto candidati per volta disperdendo i voti, poveri cretini, sennò Hamas mica vinceva. Solo per questo ha vinto, giuro: per il resto, Hamas sta ampiamente sulle palle alla stragrande maggioranza dei palestinesi. Dico davvero. Ce l'ha assicurato anche l'amico Abu Mazen, che lui i selvaggi arabi li conosce bene.

Questa (quale? mi sono perso. Forse il fatto che gli arabi sono selvaggi, e/o quello che noi siamo più forti) è la dirompente novità che abbiamo ammirevolmente dimostrato con circa 900 morti, e che anche Abu Mazen ora esprime con chiarezza quasi assoluta (ancora un po' di paraculaggine c'è: in fondo è arabo pure lui). E in Cisgiordania, per quanto bestie siano, hanno capito la differenza tra un embargo soffocante e sette miliardi di dollari di aiuti, per cui stanno con Abu Mazen, specialmente chi ci ha un'attività in proprio e le sovvenzioni gli fanno proprio comodo, ché alla fine gli arabi sono mercanti pur di fare i cazzi loro si metterebbero d'accordo anche col diavolo e sua nonna, tranne i pochi che sono estremisti sanguinari e che ogni tanto vincono le elezioni, ma per sbaglio.

Per questo non fanno l'Intifada: hanno perso la prima, hanno perso la seconda, dopo un po' imparano, come i topolini con le scosse elettriche. Ma non solo loro. Pure gli egiziani, a cui anche diamo un sacco di soldi, hanno scaricato Hamas, anche perché pure loro ci hanno nel loro paese analoghi gruppetti estremisti che tutti odiano ma c'è sempre il rischio che si presentano alle elezioni, fanno qualche trucchetto a scapito dei selvaggi buoni, e vincono pure loro. (evitiamo di menzionare le manifestazioni svoltesi anche lì, in cui peraltro la polizia si è limitata agli arresti e ai manganelli). Pure il governo giordano, come al solito, collabora. Insomma non solo abbiamo dalla nostra i regimi arabi corrotti, ma pare che abbiamo dalla nostra anche buona parte dei palestinesi, cioè quelli che fanno come diciamo noi in modo che li possiamo graziosamente lasciare in vita: come vedete, stiamo vincendo su tutta la linea, il che dimostra che radere al suolo Gaza è stata un'idea fantastica. Forse dovremmo farlo più spesso.

09 gennaio 2009

postato da: piccolacellula alle ore 15:01 | link | commenti (18)
categorie: nuovo fascismo, sprofondamenti nellinezia
martedì, 16 dicembre 2008

Muntadhar al-Zeidi Libero!

Nonché Santo Subito!
lunedì, 08 dicembre 2008

Lafitte cancellalo dall'aggregatore



Stava sul sito del Corriere (leggo ancora il sito del Corriere e guardo anche i servizi fotografici, a volte, sìsì).

In compenso prima ho trovato una carta da gioco per strada, era il nove di bastoni.

Il che notoriamente significa, Brutta cretina invece di guardare per terra cerca di non farti investire e mo' quello chissà come fa senza il nove di bastoni e se provi a frugare la tua memoria alla ricerca del significato cartomantico sei veramente da ricovero.
postato da: piccolacellula alle ore 00:44 | link | commenti (3)
categorie: sprofondamenti nellinezia
martedì, 02 dicembre 2008

Facebook

Per la serie "cosa c'è di piummeglio che regalare informazioni personali a tutte le major mondiali (più probabilmente la CIA) rendendosi facile bersaglio di cosiddetta pubblicità mirata, contribuendo a nutrire una specie di elefantiaco mostro virtuale che è evidente espressione di quanto più ci disgusta nella cosiddetta postmodernità nonché rischiando di perderci un sacco di tempo che sarebbe meglio impiegato a studiare o a grattarsi i lobi delle orecchie", mi sono iscritta.
postato da: piccolacellula alle ore 13:41 | link | commenti (5)
categorie: sprofondamenti nellinezia
domenica, 30 novembre 2008

Oddio rieccolo

Cazzo: è tornato Magdi Allam.

La conseguenza principale per quanto mi concerne risiede nel fatto che sarò compulsivamente spinta a commentare sul blog ogni sua nuova alzata d'ingegno, con relativa perdita di tempo per me e volendo per voi.

Quindi posso pure iniziare.

Magdi "Cristiano" Allam (già Magdi "senza Cristiano" Allam ) si è fatto il partito, lo saprete.

Ma, sperabilmente, non siete cretini quanto me e non vi siete messi a guardare il relativo sito, che evito di linkare per pudore.

Se l'aveste fatto sapreste che quando dico si è fatto il partito, cioè se l'è fatto da sé per uso personale, dico sul serio. Se non l'aveste fatto lo sapreste lo stesso perché ve lo direbbi io. Ve lo sto dicendo, velo.

Allora MCA s'è fatto il partito, che si chiama Protagonisti per l'Europa Cristiana. Il titolo di tutte le pagine del sito inizia con: Magdi Cristiano Allam - Protagonisti per l'Europa Cristiana.

Nella testata troneggiano sei o sette foto sue. Dite: sei o sette? Ma c'entrano, in una testata? No. Infatti ne tiene una fissa e cinque o sei che si alternano in un suggestivo fondu-enchaîné, affinché noi si possa godere il più possibile dello spettacolo offerto dalla sua egregia persona.

La sezione Archivio si divide nelle seguenti sottosezioni: Libri di Magdi Allam, Articoli di Magdi Allam, Interventi di Magdi Allam, Interviste di Magdi Allam, Eventi relativi a Magdi Allam.

Il Programma Transitorio è anche noto come Il Messaggio (di Magdi Allam).

La sezione Primo Piano ospita invece interventi (di Magdi Allam) relativi all'attualità, in cui egli inveisce variamente contro Barack Obama, che "condurrà alla disfatta dell'insieme della società occidentale" col suo "sessantottismo", il governo Berlusconi che tramite Maria Stella Gelmini fa promesse da marinaio approfittando della credulità popolare come usava nell'Egitto nasseriano, la Chiesa Cattolica che, preda del nichilismo e del relativismo, ammette che l'Islam sia una religione, eccetera.

L'orientamento di fondo del suo partito non ve lo riassumo ché è facilmente intuibile.

Mi limito a segnalare a mo' di conclusione l'ossessivo riferimento all'"informazione oggettiva e responsabile", il che, da parte del nostro Pinocchio d'Egitto, ovvero una persona capace di sostenere seriamente che il ruolo internazionale dell'Iraq baathista si spiega col fatto che Saddam Hussein da piccolo pestava le merende ai compagni ed altre simili amenità (oltre ad aver imputato al Campo Antimperialista nientemeno che gli attentati di Madrid, in collaborazione con l'ETA), fa piuttosto sorridere. O incazzare, in effetti.
postato da: piccolacellula alle ore 13:55 | link | commenti (6)
categorie: nuovo fascismo, sprofondamenti nellinezia
domenica, 16 novembre 2008

Get a life

Quando la domenica ti trovi a leggere romanzi rosa nell'attesa che sia lunedì (e il sabato pomeriggio non trovi nulla meglio da fare che metterti a dormire, e svegliandoti l'unico pensiero un po' stimolante che ti viene è, Chissà se è finita la seduta del consiglio dei ministri libanese), è il caso che inizi a preoccuparti.
postato da: piccolacellula alle ore 21:29 | link | commenti (7)
categorie: sprofondamenti nellinezia
mercoledì, 25 giugno 2008

Come risaputo io, tendenzialmente, me ne sto chiusa in casa e me la prendo con cose che suppongo esistano, ché - voglio dire - non è che qui stiamo facendo "informazione" o peggio ancora "informazione dal basso", né sono convinta come Toni Negri che per il semplice fatto di usare un computer la gente ogni mattina si sveglia un po' più comunista di com'era andata a letto (questo mi è sembrato, in sostanza, di evincere della sua tesi, dall'aver sfogliato un libriccino un annetto orè, che è il singolare di orsono - non il monumentale Impero, per carità), insomma più che altro mi lamento, sapete, e lo farei molto più volentieri su una sedia di paglia fuori dall'uscio pulendo fagiolini con un grembiule a fiori, ma il fatto è che non usa più, che fuori c'è traffico, e che detesto i fagiolini, oltre naturalmente al dato non indifferente che parlare con persone fisiche mi crea lievi scompensi quando sono in questa fase qui, sapete, questa fase qui, questa, quella che si riconosce dal fatto che non ce n'è un'altra.

Una cosa di cui mi lamento spesso è questa moda di essere sé stessi, come se fosse questa gran cosa da essere, tanto per cominciare.
Oggi mi dicevo che io nella vita vorrei avere una teoria, poi mi dicevo anche che per avere una teoria dovrei prima studiare e insomma è una fatica, essì, e magari era meglio duemila anni fa che per aver studiato bisognava aver studiato un po' meno, ma per fortuna la gente da qualche anno ha smesso di scrivere cose sensate e allora forse faccio in tempo a recuperare, se mi ci metto, chissà.
Poi dicevo, vedi, è tipico di un ossessivo voler avere una teoria, come se le cose dovessero coincidere con altre cose e uno non si potesse muovere prima di averle fatte coincidere, che è esattamente la stessa cosa di uno che non può andare a dormire se non ha disposto in perfetta simmetria tutti gli oggetti sul tavolo, in ultima analisi è patologico, ma in ultima analisi è anche la sostanza dell'essere umano, che è la forma del pensiero astratto, che è il mito, anche detto filosofia, ovvero la coerentizzazione del, beh, delle cose che stanno lì a casaccio, e alllora dai non sono da curare, sono normale. Sempre in ultima analisi, s'intende.

Senonché dal profondo della mia psiche è arrivata l'obiezione che detesto ma ormai l'ho assimilata perché la vedo in televisione, di solito, ché la gente vera penso sia meno cretina, e l'obiezione come da me anticipato con un magistrale foreshadowing era per l'appunto, Ma perché invece di voler essere qualcosa che ti etichetti, non sei te stessa e non la smetti di menarla tanto? Io voglio essere me stessa!

Al che mi sono risposta: Brava cogliona, te e tutti quelli come te, che riuscite ad affiancare un compiaciuto, sconsiderato disconoscimento della vostra umanità con una megalomane e grottesca bestemmia, saldandoli in una tautologia demenziale, autistica e nichilista. Andate a cagare.

Al che mi sono risposta di nuovo che, autistica e nichilista per autistica e nichilista, tanto valeva darla un po' in giro.

Palla al centro, per ora.
postato da: piccolacellula alle ore 23:45 | link | commenti (16)
categorie: sprofondamenti nellinezia
giovedì, 19 giugno 2008

Per me, questo, al sei mica ci arrivava.

Da quel terribile binario imposto tra sicurezza e produttività ne esce invece una sorta di nemico e non di attività centrale e costitutiva di una comunità come dovrebbe essere il lavoro.

Ma che razza di frase, davvero.
Da quel binario ne esce, chiaramente un elegante anacoluto; il binario è, apparentemente, imposto tra sicurezza e produttività (povero binario); il lavoro dovrebbe essere una sorta di attività centrale e costitutiva di una comunità (quale comunità? una sola? ma una a casaccio?)

Ma pure il resto, eh.
Poi dice che noigggiovani siamo ignoranti e superficiali.
Forse dovremmo leggere meno quotidiani.

PS: Ce n'era pure un'altra, di cosa buffa, qualche giorno fa: uno che sosteneva che l'esame di maturità, per essere più efficiente, dovrebbe essere fatto con "brevi domande" che valutano la "preparazione oggettiva", o qualcosa del genere, sull'esempio della nuova quarta prova per la terza media. In pratica le crocette. Vuol far uscire dalle superiori gente che sa giusto mettere le crocette, questo. Roba da matti, ma neanche tanto, vista l'università.
postato da: piccolacellula alle ore 16:39 | link | commenti (6)
categorie: sprofondamenti nellinezia
mercoledì, 21 maggio 2008

Capitolazione

I signori passeggeri sono pregati di allacciare le cinture, ché stiamo atterrando, o più probabilmente schiantandoci, nella nuova era fascista.
Non ci sono uscite di sicurezza. Grazie e arrivederci.

Io sorridevo un po', negli ultimi tempi, quando mi dicevano questa cosa del ritorno al fascismo.
Ho sorriso anche ieri, per dire, quando Forza Nuova manifestava in piazza Verdi e qualcuno ha detto questa cosa del ritorno al fascismo.

Sì che c'è una svolta autoritarista, dicevo, sì che aumenta la repressione, dicevo, sì il securitarismo, sì che la xenofobia dilaga, le ronde, le squadracce.
Certo che c'è la caccia al musulmano, chiaro che si stanno varando misure illiberali.
Ma il fascismo che c'entra, dài, dicevo.
Perché parlate di fascismo?, dicevo. E' una semplificazione, è riduzionismo gretto, è tagliare con l'accetta, è uno slogan, non aiuta a capire, confonde solo le idee.
Il fascismo fu un fenomeno con precise coordinate, dicevo, e tanto per dire una cosa semplice, dov'è il culto dello Stato? Dov'è la mitologia di Stato? Qui si parla di snellirlo, lo stato, di renderlo pura amministrazione del flusso economico, qui ci sono il neoliberismo, la globalizzazione imperialista.

Dicevo. Facevo la sofisticata, la sofisticata d'accatto.
Posso anche continuare a farla, la sofisticata, sempre con l'accetta anch'io, ammettendo che se la struttura economica col fascismo c'entra poco, parte dell'ideologia è una rielaborazione quasi per nulla innovativa di quella fascista.

Ma fascista sul serio, cazzo se è fascista.

Magari continua a non esser particolarmente esplicativo, come termine, ma quando vedi certe cose non te ne vengono in mente altri.

Per esempio quando il Corriere della Sera titola: Due rom arrestati a Catania, tentavano di rapire una bimba di tre anni.

In un supermercato, poi, guarda te.

Strano che non abbiano detto che l'aveva portata negli spogliatoi nascondendola sotto la gonna, cambiata d'abiti e sporcata col nerofumo.
Strano che non abbiano detto che nel vicino ospedale una ragazza era stata ricoverata per dolori allo stomaco e s'era scoperto che aveva ingoiato 33cl di sperma.
Strano che nessun motociclista, dopo un incidente, si sia tolto il casco e la capoccia gli si sia aperta a metà come una noce di cocco.
E mi chiedo che fine abbia fatto l'autostoppista fantasma.

Detto questo, e appurato che in effetti nessuno in questo momento mira alla demonizzazione del sesso orale o delle motociclette, che cazzo è successo di preciso?

Una donna zingara ha chiesto l'elemosina a una stronza di passaggio.
La stronza di passaggio le ha detto di no (e fin qui ci sta).
Dopodiché la zingara (e il suo compagno) ha avuto l'ardire di non dissolversi immediatamente nell'etere, e la stronza, nell'intento di bonificare il supermercato a colpo sicuro, ha urlato qualcosa sul fatto che le volevano rapire la bambina. A quel punto i due, invece di rimanersene lì impalati in attesa che la folla li linciasse, sono fuggiti, dimostrando la loro colpevolezza fuori da qualsiasi ragionevole dubbio (almeno, fuori da qualsiasi ragionevole dubbio esprimibile all'interno di un tribunale dell'Inquisizione spagnola).
Non contenta, la stronza, che siccome è una stronza italiana ci terrà anche alla cittadinanza nazionale ma in realtà ragiona in termini di clientela, ha chiamato al cellulare non il pronto intervento (che magari non se la sarebbe neanche filata), bensì il marito poliziotto: sono arrivate le guardie e hanno arrestato i due malcapitati.

E sì, è una stronza.
E no, non ho nessuna intenzione di dire che il problema è che non si poteva riuscire a confinare in periferia le contraddizioni del sistema in eterno, e la precarietà e lo sfaldamento della società e la povertà di ritorno e l'angoscia e il capro espiatorio e la politica i media la manipolazione.
O meglio sì. Ma quella rimane una stronza.

E il Corriere della Sera è un giornale fascista.

Vedi anche l'articolo: Droga, venti arresti. Finanziavano la Jihad.

In cui si scopre che:
1. Venti tunisini sono stati arrestati perché spacciavano droga.
2. Tre di loro erano già stati condannati per terrorismo [tradotto, non facevano il tifo per ogni esercito d'occupazione sparso per il mondo e forse hanno mandato in Iraq i soldi della zakat, cosa che trovo estremamente meritevole. Ma non lo so se è così, in realtà. Non mi va di controllare. La mia connessione è lentissima. Ho fatto una brevissima ricerca per una delle persone citate, Hamadi Bouyahia, da cui si capisce circa che ogni tanto lo mettono in mezzo e che ha patteggiato una pena e/o è stato condannato, ma mai per terrorismo, nonostante fosse stato inquisito].
2. Uno dei tunisini ha dichiarato (cosa buffissima, il Corriere lo riporta subito dopo aver scritto che con lo spaccio finanziavano il terrorismo, quasi ne fosse la prova) che in Italia, se hai i soldi per pagare gli avvocati non vai in galera, se sei un poveraccio invece ci vai e ci resti. Si tratta evidentemente di una frase inconcepibilmente sovversiva e inaccettabile, infatti è uno dei cavalli di battaglia del pericoloso eversore Beppe Grillo [*]
3. Lo stesso tunisino ha dichiarato che il governo "di merda" cambia le leggi "ogni quindici giorni". (oh, accipicchia)
4. Un altro tunisino ha detto che i soldi [si presume ottenuti con lo spaccio di droga] gli servivano. Da cui si deduce che gli servivano per far saltare in aria il Big Ben, o qualcosa del genere [quest'ultimo è Maher Bouyahia, a quanto ho capito fratello del primo, condannato, lui sì, per terrorismo, con il vergognoso ribaltamento della sentenza Forleo che contestava l'equazione guerriglia-terrorismo]
5. Un altro tunisino dice che i PM che li hanno fatti arrestare sono malefici, senza cuore e si inventano i processi "di fantasia".

Ora rileggiamo un attimo il titolo. Titolo FASCISTA.

Sì, oggi mi sono svegliata così. Inauguro anche l'etichetta nuovo fascismo, che non c'entra niente col neofascismo, in cui il secondo dà l'idea di una sorta di piccolo germogliuccio in camicia nera che spunta dall'albero secco e morto del fascismo storico e fa manifestazioncine folkloristiche, mentre col primo intendo quello che c'è adesso. Preciso.

[*] Beppe Grillo lo può dire: per lui il "popolo Rom" è un "problema che non può pesare sui cittadini", mentre il nuovo fascismo è l'ordine dei giornalisti. Eccerto.

PS: passato il reato di clandestinità.
E cosa tragicomica, aggravanti per chi delinque essendo clandestino.
Potrei stare a menarvela con la sempiterna contraddizione tra cittadinanza e nazionalità, e che lo stato nazione è per definizione razzista e discriminatorio, ma non ho voglia. Fascismo rende l'idea.

PPS: il prossimo che nega le evidentissime, straevidentissime affinità tra propaganda antislamica e antizigana, e propaganda dell'antisemitismo moderno, lo piglio a schiaffi.
[Sì, si dice antisemitismo. Non me ne frega un cazzo se "anche gli arabi sono semiti". Le etnie non esistono, semita al massimo è una famiglia linguistica, e antisemitismo significa essere razzisti contro gli ebrei. E comunque un argomento filologico non è un argomento logico.]
postato da: piccolacellula alle ore 15:15 | link | commenti (16)
categorie: nuovo fascismo, sprofondamenti nellinezia
venerdì, 02 maggio 2008

Cazzo.

Avete presente i libri scritti con quel tono paternalistico e autocompiaciuto e stupidamente didattico-banalizzante, e nel contempo retorico, fumoso, simil-poetico, allusivo e tendenzialmente incomprensibile?

Quelli in cui la maggior parte delle frasi suona come, "Comunemente noi immaginiamo X così e cosà: invece, basterebbe pensare alle piante di basilico e ai carrelli della spesa, per comprendere che l'autoriflessione di X su se stesso si configura come lo spazio di negoziazione di una dialettica della praxis che è insieme oggetto, soggetto, predicato e complemento, in un'esplosione colorata di mille scintille luccicose".

No? Beati voi.

[nota: la citazione ovviamente me la sono inventata io adesso]
postato da: piccolacellula alle ore 11:53 | link | commenti (3)
categorie: sprofondamenti nellinezia