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mercoledì, 25 giugno 2008

Come risaputo io, tendenzialmente, me ne sto chiusa in casa e me la prendo con cose che suppongo esistano, ché - voglio dire - non è che qui stiamo facendo "informazione" o peggio ancora "informazione dal basso", né sono convinta come Toni Negri che per il semplice fatto di usare un computer la gente ogni mattina si sveglia un po' più comunista di com'era andata a letto (questo mi è sembrato, in sostanza, di evincere della sua tesi, dall'aver sfogliato un libriccino un annetto orè, che è il singolare di orsono - non il monumentale Impero, per carità), insomma più che altro mi lamento, sapete, e lo farei molto più volentieri su una sedia di paglia fuori dall'uscio pulendo fagiolini con un grembiule a fiori, ma il fatto è che non usa più, che fuori c'è traffico, e che detesto i fagiolini, oltre naturalmente al dato non indifferente che parlare con persone fisiche mi crea lievi scompensi quando sono in questa fase qui, sapete, questa fase qui, questa, quella che si riconosce dal fatto che non ce n'è un'altra.

Una cosa di cui mi lamento spesso è questa moda di essere sé stessi, come se fosse questa gran cosa da essere, tanto per cominciare.
Oggi mi dicevo che io nella vita vorrei avere una teoria, poi mi dicevo anche che per avere una teoria dovrei prima studiare e insomma è una fatica, essì, e magari era meglio duemila anni fa che per aver studiato bisognava aver studiato un po' meno, ma per fortuna la gente da qualche anno ha smesso di scrivere cose sensate e allora forse faccio in tempo a recuperare, se mi ci metto, chissà.
Poi dicevo, vedi, è tipico di un ossessivo voler avere una teoria, come se le cose dovessero coincidere con altre cose e uno non si potesse muovere prima di averle fatte coincidere, che è esattamente la stessa cosa di uno che non può andare a dormire se non ha disposto in perfetta simmetria tutti gli oggetti sul tavolo, in ultima analisi è patologico, ma in ultima analisi è anche la sostanza dell'essere umano, che è la forma del pensiero astratto, che è il mito, anche detto filosofia, ovvero la coerentizzazione del, beh, delle cose che stanno lì a casaccio, e alllora dai non sono da curare, sono normale. Sempre in ultima analisi, s'intende.

Senonché dal profondo della mia psiche è arrivata l'obiezione che detesto ma ormai l'ho assimilata perché la vedo in televisione, di solito, ché la gente vera penso sia meno cretina, e l'obiezione come da me anticipato con un magistrale foreshadowing era per l'appunto, Ma perché invece di voler essere qualcosa che ti etichetti, non sei te stessa e non la smetti di menarla tanto? Io voglio essere me stessa!

Al che mi sono risposta: Brava cogliona, te e tutti quelli come te, che riuscite ad affiancare un compiaciuto, sconsiderato disconoscimento della vostra umanità con una megalomane e grottesca bestemmia, saldandoli in una tautologia demenziale, autistica e nichilista. Andate a cagare.

Al che mi sono risposta di nuovo che, autistica e nichilista per autistica e nichilista, tanto valeva darla un po' in giro.

Palla al centro, per ora.
postato da: piccolacellula alle ore 23:45 | link | commenti (11)
categorie: sprofondamenti nellinezia
giovedì, 19 giugno 2008

Per me, questo, al sei mica ci arrivava.

Da quel terribile binario imposto tra sicurezza e produttività ne esce invece una sorta di nemico e non di attività centrale e costitutiva di una comunità come dovrebbe essere il lavoro.

Ma che razza di frase, davvero.
Da quel binario ne esce, chiaramente un elegante anacoluto; il binario è, apparentemente, imposto tra sicurezza e produttività (povero binario); il lavoro dovrebbe essere una sorta di attività centrale e costitutiva di una comunità (quale comunità? una sola? ma una a casaccio?)

Ma pure il resto, eh.
Poi dice che noigggiovani siamo ignoranti e superficiali.
Forse dovremmo leggere meno quotidiani.

PS: Ce n'era pure un'altra, di cosa buffa, qualche giorno fa: uno che sosteneva che l'esame di maturità, per essere più efficiente, dovrebbe essere fatto con "brevi domande" che valutano la "preparazione oggettiva", o qualcosa del genere, sull'esempio della nuova quarta prova per la terza media. In pratica le crocette. Vuol far uscire dalle superiori gente che sa giusto mettere le crocette, questo. Roba da matti, ma neanche tanto, vista l'università.
postato da: piccolacellula alle ore 16:39 | link | commenti (6)
categorie: sprofondamenti nellinezia
mercoledì, 21 maggio 2008

Capitolazione

I signori passeggeri sono pregati di allacciare le cinture, ché stiamo atterrando, o più probabilmente schiantandoci, nella nuova era fascista.
Non ci sono uscite di sicurezza. Grazie e arrivederci.

Io sorridevo un po', negli ultimi tempi, quando mi dicevano questa cosa del ritorno al fascismo.
Ho sorriso anche ieri, per dire, quando Forza Nuova manifestava in piazza Verdi e qualcuno ha detto questa cosa del ritorno al fascismo.

Sì che c'è una svolta autoritarista, dicevo, sì che aumenta la repressione, dicevo, sì il securitarismo, sì che la xenofobia dilaga, le ronde, le squadracce.
Certo che c'è la caccia al musulmano, chiaro che si stanno varando misure illiberali.
Ma il fascismo che c'entra, dài, dicevo.
Perché parlate di fascismo?, dicevo. E' una semplificazione, è riduzionismo gretto, è tagliare con l'accetta, è uno slogan, non aiuta a capire, confonde solo le idee.
Il fascismo fu un fenomeno con precise coordinate, dicevo, e tanto per dire una cosa semplice, dov'è il culto dello Stato? Dov'è la mitologia di Stato? Qui si parla di snellirlo, lo stato, di renderlo pura amministrazione del flusso economico, qui ci sono il neoliberismo, la globalizzazione imperialista.

Dicevo. Facevo la sofisticata, la sofisticata d'accatto.
Posso anche continuare a farla, la sofisticata, sempre con l'accetta anch'io, ammettendo che se la struttura economica col fascismo c'entra poco, parte dell'ideologia è una rielaborazione quasi per nulla innovativa di quella fascista.

Ma fascista sul serio, cazzo se è fascista.

Magari continua a non esser particolarmente esplicativo, come termine, ma quando vedi certe cose non te ne vengono in mente altri.

Per esempio quando il Corriere della Sera titola: Due rom arrestati a Catania, tentavano di rapire una bimba di tre anni.

In un supermercato, poi, guarda te.

Strano che non abbiano detto che l'aveva portata negli spogliatoi nascondendola sotto la gonna, cambiata d'abiti e sporcata col nerofumo.
Strano che non abbiano detto che nel vicino ospedale una ragazza era stata ricoverata per dolori allo stomaco e s'era scoperto che aveva ingoiato 33cl di sperma.
Strano che nessun motociclista, dopo un incidente, si sia tolto il casco e la capoccia gli si sia aperta a metà come una noce di cocco.
E mi chiedo che fine abbia fatto l'autostoppista fantasma.

Detto questo, e appurato che in effetti nessuno in questo momento mira alla demonizzazione del sesso orale o delle motociclette, che cazzo è successo di preciso?

Una donna zingara ha chiesto l'elemosina a una stronza di passaggio.
La stronza di passaggio le ha detto di no (e fin qui ci sta).
Dopodiché la zingara (e il suo compagno) ha avuto l'ardire di non dissolversi immediatamente nell'etere, e la stronza, nell'intento di bonificare il supermercato a colpo sicuro, ha urlato qualcosa sul fatto che le volevano rapire la bambina. A quel punto i due, invece di rimanersene lì impalati in attesa che la folla li linciasse, sono fuggiti, dimostrando la loro colpevolezza fuori da qualsiasi ragionevole dubbio (almeno, fuori da qualsiasi ragionevole dubbio esprimibile all'interno di un tribunale dell'Inquisizione spagnola).
Non contenta, la stronza, che siccome è una stronza italiana ci terrà anche alla cittadinanza nazionale ma in realtà ragiona in termini di clientela, ha chiamato al cellulare non il pronto intervento (che magari non se la sarebbe neanche filata), bensì il marito poliziotto: sono arrivate le guardie e hanno arrestato i due malcapitati.

E sì, è una stronza.
E no, non ho nessuna intenzione di dire che il problema è che non si poteva riuscire a confinare in periferia le contraddizioni del sistema in eterno, e la precarietà e lo sfaldamento della società e la povertà di ritorno e l'angoscia e il capro espiatorio e la politica i media la manipolazione.
O meglio sì. Ma quella rimane una stronza.

E il Corriere della Sera è un giornale fascista.

Vedi anche l'articolo: Droga, venti arresti. Finanziavano la Jihad.

In cui si scopre che:
1. Venti tunisini sono stati arrestati perché spacciavano droga.
2. Tre di loro erano già stati condannati per terrorismo [tradotto, non facevano il tifo per ogni esercito d'occupazione sparso per il mondo e forse hanno mandato in Iraq i soldi della zakat, cosa che trovo estremamente meritevole. Ma non lo so se è così, in realtà. Non mi va di controllare. La mia connessione è lentissima. Ho fatto una brevissima ricerca per una delle persone citate, Hamadi Bouyahia, da cui si capisce circa che ogni tanto lo mettono in mezzo e che ha patteggiato una pena e/o è stato condannato, ma mai per terrorismo, nonostante fosse stato inquisito].
2. Uno dei tunisini ha dichiarato (cosa buffissima, il Corriere lo riporta subito dopo aver scritto che con lo spaccio finanziavano il terrorismo, quasi ne fosse la prova) che in Italia, se hai i soldi per pagare gli avvocati non vai in galera, se sei un poveraccio invece ci vai e ci resti. Si tratta evidentemente di una frase inconcepibilmente sovversiva e inaccettabile, infatti è uno dei cavalli di battaglia del pericoloso eversore Beppe Grillo [*]
3. Lo stesso tunisino ha dichiarato che il governo "di merda" cambia le leggi "ogni quindici giorni". (oh, accipicchia)
4. Un altro tunisino ha detto che i soldi [si presume ottenuti con lo spaccio di droga] gli servivano. Da cui si deduce che gli servivano per far saltare in aria il Big Ben, o qualcosa del genere [quest'ultimo è Maher Bouyahia, a quanto ho capito fratello del primo, condannato, lui sì, per terrorismo, con il vergognoso ribaltamento della sentenza Forleo che contestava l'equazione guerriglia-terrorismo]
5. Un altro tunisino dice che i PM che li hanno fatti arrestare sono malefici, senza cuore e si inventano i processi "di fantasia".

Ora rileggiamo un attimo il titolo. Titolo FASCISTA.

Sì, oggi mi sono svegliata così. Inauguro anche l'etichetta nuovo fascismo, che non c'entra niente col neofascismo, in cui il secondo dà l'idea di una sorta di piccolo germogliuccio in camicia nera che spunta dall'albero secco e morto del fascismo storico e fa manifestazioncine folkloristiche, mentre col primo intendo quello che c'è adesso. Preciso.

[*] Beppe Grillo lo può dire: per lui il "popolo Rom" è un "problema che non può pesare sui cittadini", mentre il nuovo fascismo è l'ordine dei giornalisti. Eccerto.

PS: passato il reato di clandestinità.
E cosa tragicomica, aggravanti per chi delinque essendo clandestino.
Potrei stare a menarvela con la sempiterna contraddizione tra cittadinanza e nazionalità, e che lo stato nazione è per definizione razzista e discriminatorio, ma non ho voglia. Fascismo rende l'idea.

PPS: il prossimo che nega le evidentissime, straevidentissime affinità tra propaganda antislamica e antizigana, e propaganda dell'antisemitismo moderno, lo piglio a schiaffi.
[Sì, si dice antisemitismo. Non me ne frega un cazzo se "anche gli arabi sono semiti". Le etnie non esistono, semita al massimo è una famiglia linguistica, e antisemitismo significa essere razzisti contro gli ebrei. E comunque un argomento filologico non è un argomento logico.]
postato da: piccolacellula alle ore 15:15 | link | commenti (16)
categorie: nuovo fascismo, sprofondamenti nellinezia
venerdì, 02 maggio 2008

Cazzo.

Avete presente i libri scritti con quel tono paternalistico e autocompiaciuto e stupidamente didattico-banalizzante, e nel contempo retorico, fumoso, simil-poetico, allusivo e tendenzialmente incomprensibile?

Quelli in cui la maggior parte delle frasi suona come, "Comunemente noi immaginiamo X così e cosà: invece, basterebbe pensare alle piante di basilico e ai carrelli della spesa, per comprendere che l'autoriflessione di X su se stesso si configura come lo spazio di negoziazione di una dialettica della praxis che è insieme oggetto, soggetto, predicato e complemento, in un'esplosione colorata di mille scintille luccicose".

No? Beati voi.

[nota: la citazione ovviamente me la sono inventata io adesso]
postato da: piccolacellula alle ore 11:53 | link | commenti (3)
categorie: sprofondamenti nellinezia
giovedì, 24 aprile 2008

SPIEGAZIONE SCIENTIFICAMENTE MARXISTA DEL PERCHE' BERTINOTTI NON E' IN PARLAMENTO


[edit, dài, non è dignitoso]


Ovvero del fatto che la caduta di Bertinotti, o forse il blog di Claudio, mi fanno fare cose (c'est le cas de le dire) che non facevo da, uhm, otto anni in qua.

Sempre da Claudio, sempre sulla caduta di Bertinotti, mio commento meno scientifico ma anche più lungo ma anche scritto male: qui.
 
mercoledì, 23 aprile 2008

Oddio, è tornato Beppe Grillo.
Sì, mi rendo conto che sono piuttosto buffa, che mi serve Grillo per scrivere un post, ma insomma che volete che vi dica: ho traslocato un'altra volta;
abbiamo brindato allo sfacelo della Sinistra Arcobaleno, appropriatamente con champagne, che era appropriatamente vecchio e appropriatamente anche un po' ossidato e acre, e qualcuno l'ha fatto per l'apertura di nuove prospettive antagoniste, io più che altro perché ben gli sta;
in generale il mondo urta la mia sensibilità etica, politica, estetica e spirituale, mi incita all'odio e alla violenza, e pertanto mi rivolgerò alle autorità competenti per chiederne l'immediata cancellazione.
Tornando a Beppe Grillo, che poi, ma guarda!, era anche l'argomento del primo post di questo blog (intendo proprio questo), egli mi sta più che mai sui coglioni, non tanto perché non si propone la rivoluzione e la dittatura del proletariato, che insomma, ma più che altro perché non si propone niente, almeno non con valore transitivo, al massimo si propone, tout court, con valore riflessivo (per così dire), eccolo lì, sta lì e si propone.
Nell'altro post parlavo della natura sintomatica, e pertanto nevrotica, del suo movimento (per così dire); adesso ce l'ho proprio con lui e con il cazzo che dice (non ci avevo fatto molto caso: comprenderete).
Pare convinto che l'abolizione dell'ordine dei giornalisti sia la nuova frontiera dell'antifascismo (insieme all'utilizzo degli zingari come birilli per il bowling, suppongo), che l'elemosina strappalacrime tramite un guru indiscusso (di cui egli stesso è arrivato a parlare in terza persona) sia la nuova frontiera della mobilitazione orizzontale e autocosciente internettara (che per la cronaca non è mai esistita), che sulle terapie mediche si debba sempre investire a condizione che non ne sia inconfutabilmente dimostrata l'inutilità (cosa ovviamente impossibile), e che togliendo i finanziamenti pubblici alla stampa l'Italia diventerà un paese strafigo.
Come dire, complètement à côté de la plaque.
Ma di qualsiasi plaque.